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AI

Il coding agent ti scrive il codice. E intanto ti sceglie i padroni.

18 giugno 2026 · di Angelo Pallanca (Pan) · 4 min di lettura

Per un sacco di sviluppatori, ormai, ogni nuovo progetto comincia allo stesso modo: si apre il coding agent e gli si dice cosa serve. Lui scrive il codice, tira su l'infrastruttura, propone il database, l'autenticazione, lo storage, le email, il monitoraggio. In dieci minuti hai un'app che gira. Magia.

C'è solo una domanda che, nell'euforia del "funziona", quasi nessuno si ferma a fare: chi ha deciso che quella fosse l'architettura giusta? Perché una decisione, da qualche parte, è stata presa. Non l'hai presa tu. L'hai solo accettata cliccando invio.

Lo stack che si sceglie da solo

Fai la prova. Lascia un coding agent libero, senza vincoli, e guarda dove converge. Nella stragrande maggioranza dei casi finisci sempre lì: database gestito, autenticazione SaaS, storage cloud, deployment su piattaforma gestita, e poi servizi esterni per email, analytics, logging, monitoring. Un menù fisso servito con la sicurezza di chi non concepisce alternative.

Attenzione, non sto dietrologizzando. Non c'è un tizio in giacca che paga per comparire nei suggerimenti. È molto più banale, e in un certo senso più interessante.

Primo, il modello è stato addestrato su milioni di repository che usano esattamente quei servizi. Ha visto il mondo attraverso GitHub, e su GitHub tutti fanno più o meno le stesse cose. Secondo, la documentazione di quei provider è ovunque, abbondante, ben indicizzata: l'AI pesca dove l'acqua è alta. Terzo, e qui sta il punto, il suo obiettivo implicito è ridurre il tempo che ti separa da un'app funzionante. Vuole farti dire "wow" il prima possibile.

È un'ottimizzazione legittima. Ma legittima non vuol dire neutrale.

L'AI non genera soltanto codice. Genera scelte architetturali. E te le fa sembrare inevitabili.

La strada più corta passa da casa d'altri

Il fatto è che una scelta architetturale, oggi, non è una riga di codice che cambi domani con un ctrl+Z. È un impegno. E quell'impegno, tradotto, suona più o meno così: vendor lock-in, costi ricorrenti che si svegliano ogni primo del mese, dati sparpagliati tra cinque fornitori diversi, una superficie di attacco più larga, e la tua continuità operativa appesa a decisioni prese in una sala riunioni dall'altra parte del pianeta.

Ne ho scritto col feudo di un altro: costruisci sulla terra di qualcuno e la chiami infrastruttura. La differenza è che stavolta il contratto d'affitto non l'hai firmato tu di persona. L'ha compilato per te un assistente entusiasta, che voleva solo aiutarti a sbloccare la schermata di login entro pranzo. E le duemila dipendenze di cui ne conosci tre sono la stessa storia, un piano più sotto.

Il coding agent non ti sta fregando. Ti sta accontentando. Che a volte è peggio.

Cambia la domanda, cambia il palazzo

La cosa quasi comica è quanto sia facile ribaltare il risultato. Non serve un modello diverso, non serve pregare. Serve dire ad alta voce cosa vuoi davvero. Prova a mettere nei vincoli roba come: niente vendor lock-in, solo software open source, self-hosted, deployment su VPS o infrastruttura dedicata, nessun servizio SaaS di terze parti, controllo pieno dei dati, componenti sostituibili, portabilità totale.

Rilancia. E guarda lo stesso agente, con lo stesso cervello, proporti un'architettura completamente diversa. Più scomoda? Sì. Più lenta da mettere in piedi? Anche. Ma tua. Non è cambiato il modello. È cambiato il criterio con cui gli hai chiesto di progettare. Gli hai detto che stavolta l'obiettivo non era stupirti in dieci minuti, ma non svegliarti tra due anni prigioniero di un fornitore che ha appena triplicato il listino.

Il genio della lampada legge alla lettera

C'è un vecchio proverbio da programmatori che vale più di mille thread su X: il computer fa quello che gli dici, non quello che intendi. L'AI ha solo reso il proverbio più educato e molto più veloce. Non decide cosa è meglio per te. Ottimizza per ciò che le chiedi, esattamente come un genio della lampada che esaudisce il desiderio alla virgola e ti lascia il rimpianto di non averlo formulato meglio.

Se non specifichi i vincoli architetturali, il desiderio implicito diventa "fammelo funzionare in fretta". E la strada più corta, quasi sempre, è anche quella che passa dal salotto di qualcun altro, con l'affitto incluso e la porta che si chiude da fuori.

Quindi la prossima volta che apri il coding agent, prima di dirgli cosa costruire, digli chi deve restare il padrone di casa. Spoiler: dovresti essere tu.